12 Mar 2010
Quando l'Uomo nel compiere azioni, al posto della ragione, si lascia guidare dalla superbia o dall'istinto, č risaputo che, la conseguenza č la creazione dei pasticci: a volte insignificanti, altre volte invece, ahimč, mostruosamente irrimediabili.
Si sa che anche la creativitŕ puň soggiogare l'intelletto tenendolo in sua balěa, anche se questo tipo di creativitŕ (vedi il link) non credo sia all'ordine del giorno, ne č prova palese l'intervento:
Ripensandoci, siccome il concerto, tra l'altro, era organizzato al Pantheon, forse volevano assistere anche gli stessi dči e chissŕ, forse gli stessi defunti seppelliti all'interno.
Rimane il fatto che per come si č conclusa l'esibizione, sembra sia stata tutto organizzata e diretta maggiormente da Talia, la Musa della Commedia, piuttosto che da Apollo, forse l'unico a non essere presente, ma che poi dovette successivamente precipitarsi sul luogo non appena scoppiato lo scandalo sotto forma di sigla MiBAC, porgendo oltretutto le sue scuse agli artisti russi in quanto essi "umiliati e offesi".
Gli stessi musicisti, grazie a Roma e ad internet, hanno raggiunto in pochissimi giorni quasi la stessa fama mondiale di cui gode il celebre romanzo scritto dal loro conterraneo, Dostoevskij.
Si augura che questa vicenda serva in futuro perché la burocrazia sia presente e applichi la sua fiscalitŕ soprattutto durante l'apertura dei monumenti, perché questi possano beneficiare, da parte dei turisti e degli stessi italiani, del rispetto e del decoro che indiscutibilmente meritano.
Infine, siccome il programma del concerto e l'accenno dell'emblema del mio amatissimo e prescelto dio, hanno trasportato la mia fantasia all'etŕ barocca, pubblico la bellissima aria di Dafne dalla cantata "Apollo e Dafne (La Terra č liberata)" composto da Händel:
"Felicissima quest'alma
Ch'ama sol la libertŕ.
Non v'č pace, non v'č calma
Per chi sciolto il cor non ha".
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