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    Affissione degli articoli inviati in: Marzo 2009

    07 Mar 2009 

    Da giorni leggo e sento un po' ovunque la stessa frase: "Bisogna uscire fuori dalla crisi": si organizzano qua e lŕ x e y incontri per promuovere, boh, sinceramente non lo so..., forse qualche prodotto di marca! 
     
    Infine, sono altrettanti giorni che mi faccio la stessa domanda, visto che ahimč la mia memoria comincia a vacillare: "Ma come abbiamo fatto a entrarci?!", perché non mi ricordo piů la porta d'accesso... 

    Dulcis in fundo: per adesso, di parole se ne sparano tante, ma nessuno viene preso. 

    Allora, chi c'č c'č, chi non c'č non c'č: comin... continua il gioco! E... strada permettendo, io ora scappo perché non vorrei mi facessero tana!


    Tünde · 601 visite · 1 commento
    01 Mar 2009 

    La lettura č un passatempo piacevole. Puň essere notevole se si riesce a trarne preziose informazioni, unendo il gradevole con l'utile. Ma diventa lodevole se il testo č in grado di descrivere la situazione attuale, suscitando nel lettore un senso di gioia o di mestizia... a seconda dei casi.

    Recentemente, ho letto il sonetto "Er bon governo" di G. G. Belli e sono rimasta stupefatta nello scoprire come il tempo sembra non sia affatto passato, nonostante fosse redatto nel 1836!

    Er bon governo

    Un bon governo, fijji, nun č cquello
    Che vv'abbotta l'orecchie in zempiterno
    De visscere pietose e ccor paterno:
    Puro er lupo s'ammaschera da aggnello.

    Nun ve fate confonne: un bon governo
    Se sta zzitto e ssoccorre er poverello.
    Er restante, fijjoli, č tutt'orpello
    Pe accecŕ ll'occhi e ccomparě a l'isterno.

    Er vino a bbommercato, er pane grosso,
    Li pesi ggiusti, le piggione bbasse,
    Bbona la robba che pportŕmo addosso...

    Ecco cos'ha da fŕ un governo bbono;
    E nnň ppiŕggneve er morto, eppoi maggnasse
    Quant'avete, e llassavve in abbandono.

    (Giuseppe Gioachino Belli, 25 settembre, 1836.)

    Tünde · 716 visite · 4 commenti