10 Mag 2009
Ci sto provando in tutti i modi, ma non riesco a dare torto a V. Alfieri che inizia "Vita" con queste parole: "Il parlare, e molto più lo scrivere di sé stesso, nasce senza alcun dubbio dal molto amor di sé stesso". Ma poi penso che qualcuno dovrà pur farlo. Anche se la lettura non è detto che renda l'uomo più umano... purtroppo...
Con questa consapevolezza, con la promessa ad alcune persone, ma soprattutto a me stessa di leggere il libro e con la speranza che il paese in questione, forse, tra breve diventi la mia nuova patria, ho letto: "La masai bianca".
L'autrice è la svizzera Corinne Hoffmann che dalla sua esperienza personale, a quanto sembra, abbia fatto la sua carriera e fortuna.
Devo dire che il libro, anche se è scritto con un linguaggio semplice, mi ha divertito molto e proprio per questo l'ho letto in un attimo. Ero abbastanza ignorante riguardo la vita e i costumi dei masai.
La protagonista si sposa con un uomo di una tribù guerriera: dunque, due mondi completamente differenti che s'incontrano, due mentalità diverse che cercano di arrivare a un punto d'incontro, sperando di superare qualsiasi contrasto, grazie all'amore che li unisce.
La storia d'amore dopo alcuni anni finisce, soprattutto per la cultura di lui per la quale i diritti delle donne sono basati esclusivamente nell'educare i figli, lavorare e rimanere agli ordini del proprio marito; lei, ragazza d'origini francesi e tedesche si trova a non sopportare più quella che vede come imposizione del marito.
Dunque, la frase di Molière: "La grande ambition des femmes est d'inspirer l'amour", a quante pare, a lei è riuscita soltanto come intento.
Con questa consapevolezza, con la promessa ad alcune persone, ma soprattutto a me stessa di leggere il libro e con la speranza che il paese in questione, forse, tra breve diventi la mia nuova patria, ho letto: "La masai bianca".
L'autrice è la svizzera Corinne Hoffmann che dalla sua esperienza personale, a quanto sembra, abbia fatto la sua carriera e fortuna.
Devo dire che il libro, anche se è scritto con un linguaggio semplice, mi ha divertito molto e proprio per questo l'ho letto in un attimo. Ero abbastanza ignorante riguardo la vita e i costumi dei masai.
La protagonista si sposa con un uomo di una tribù guerriera: dunque, due mondi completamente differenti che s'incontrano, due mentalità diverse che cercano di arrivare a un punto d'incontro, sperando di superare qualsiasi contrasto, grazie all'amore che li unisce.
La storia d'amore dopo alcuni anni finisce, soprattutto per la cultura di lui per la quale i diritti delle donne sono basati esclusivamente nell'educare i figli, lavorare e rimanere agli ordini del proprio marito; lei, ragazza d'origini francesi e tedesche si trova a non sopportare più quella che vede come imposizione del marito.
Dunque, la frase di Molière: "La grande ambition des femmes est d'inspirer l'amour", a quante pare, a lei è riuscita soltanto come intento.
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