Pál Tünde Noémi

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Affissione degli articoli inviati in: Febbraio 2009

14 Feb 2009 

Come qualcuno di voi già sa, a partire da questa settimana sono diventata un'allieva del laboratorio del gruppo dei sonettisti senesi e da alcuni giorni i miei pensieri li esprimo in versi...

Mi sento immensamente onorata per essere stata accolta in maniera affettuosa e calorosa.
Ho degli insegnanti da cui avrò la possibilità d'imparare non solo lo stile di come poetare scrivendo sonetti, ma anche come scrivere i suddetti in vernacolo senese. Per me è una occasione unica e ne sono molto fiera e lieta!

L'ispirazione da parte dei miei colleghi è tanta, la loro produzione è en gros, mentre io compongo ancora solo artigianalmente.

Comunque, sono stata già introdotta nel modo più soddisfacente, visto che il mio 'maestro', Francesco Burroni, ha scritto di me: "la fanciulla ungherese che brucia i tempi". Spero di non deluderlo. 

... E ora che mi hanno messo a disposizione un cavallo e sto già in sella, ho solo da galoppare per raggiunger la compagnia bella!


Tünde · 949 visite · 3 commenti
02 Feb 2009 

tenendo ognor la mente in sua balia", questa citazione descrive appieno l'esperienza che ho avuto nel leggere il mio primo romanzo in esperanto: "Ĝambo rafiki. La karavano de amikeco tra Afriko" scritto da Székely Tibor.

Non saprei perché questo libro mi abbia colpito cosě profondamente: forse perché č stato scritto da un mio compaesano, forse perché possiedo anche io lo spirito avventuroso, forse perché parla di terre lontane, culture e lingue diverse, forse perché sono appena tornata dall'Africa, forse per tutti questi motivi messi assieme o... ma in fondo a chi puň importare? Resta il fatto che questo viaggio, che lo scrittore ha intrapreso attraversando quasi venti paesi, vorrei farlo anche io...  e se il progetto non dovesse andare in porto, almeno mi consolerň nell'averlo fatto mentalmente.

Concordo pienamente con l'autore quando dice: "Ni restas senspiraj pro emocio. Subite antaux niaj okuloj malfermigxis panoramo de tute nova mondo", perché č la spinta che sprona anche a me a intraprendere un viaggio, offrendomi la possibilitŕ di lasciare dietro il mio essere abituato, arrugginito e intrappolato nella quotidianitŕ e di rinascere, come la fenice dalle proprie ceneri, con una nuova visione del mondo che apporta con sé tutte le sue ricchezze. 

Un libro bellissimo, ma temo esista solo in esperanto, quindi non vi farň nessuna recensione, perché, a meno che non decidiate d'imparare la lingua, non avreste l'opportunitŕ di apprezzarlo.

In cambio, ho deciso d'essere magnanima deliziandovi con un'altra mia "poesia" che narra, nientedimeno, il mio primo contatto con alcuni esperantisti italiani. Si tratta di "un'opera d'arte" che ho scritto un po' di tempo fa:

Comincia il corso intensivo d'esperanto,
Dalle ore dieci mi stanno 'sperando',
Dietro un portone di una x scuola 
E appena entro, sento:  - Ah, eccola!

- Sě, sono io, anche se vi sembra strano,
Sono venuta apposta a Montepulciano,
A rendermi conto che non č solo un sogno,
Di studiare e porre fine al "mi vergogno".

Oltre il professore, siamo in totale tre
E dopo il pranzo si ricomincia alle tre.
Noto che č una lingua come tante altre,
Con regole non difficili da imparare.

In un atmosfera, a dir poco, familiare,
Dove č facile mettersi a confabulare,
Ci si sente ad agio a parlare dei ricordi
E viene citato persino Alberto Sordi.

Questo č solo l'inizio di un'avventura,
Di una storia, che al giorno d'oggi dura.
Chi saprŕ dire ancora per quanto tempo?
E ammetto: č stato un bell'avvenimento!

 

Tünde · 1906 visite · 4 commenti