Pál Tünde Noémi

Ultimi Commenti

Anche se in ritardo... BUON ANNIVERSARIO ...

08.02.10 @ 16:33:12
da Franzolino


Bongiorno a tutti i visitor del ...

14.01.10 @ 21:22:53
da Silvia Golini


Certamente, ma sei te, no, che ...

14.01.10 @ 00:13:13
da Tünde


Ma Leopardi invece č proprio ganzo! ...

11.01.10 @ 00:08:35
da Francesco Burroni


Wow, ça c'est ce que j'appelle: ...

02.01.10 @ 07:18:17
da Tünde


Calendario

Giugno 2009
LunMarMerGioVenSabDom
 << <Mar 2010> >>
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930     

Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatore: 1

Avviso

rss Sindicazione

Scegli un tema



Affissione degli articoli inviati in: Giugno 2009

19 Giu 2009 

Ultimamente, mi è capitato di tradurre alcune poesie di un poeta ungherese contemporaneo.
Fin qua, niente di eccezionale o sensazionale, se non per il semplice fatto che quando ho letto le poesie, il primo impatto che ho avuto, è stato: "Mi sa che si tratta del solito prestigiatore letterario che oltre la sua voglia di emergere, vorrebbe lasciare stupefatta anche la platea dimostrando quanto sia all'altezza di mettere assieme parole ricercatissime esibendo a più non posso il suo vocabolario". 

Ma poi, mi sono detta che non può essere possibile che simili poesie abbiano ricevuto il nihil obstat da parte di un qualsiasi editore e le ho rilette non so quante volte, finché, quando meno me l'aspettavo, l'illuminazione mi ha teso la mano...
Mi sono resa conto che quelle parole (strane, incomprensibili, odiose, tediose), quelle metafore, comparazioni (così assurde, noiose, inadatte e spesso e volentieri contraddittorie) stavano proprio al loro posto e non potevano neppure essere sostituite con altre.
Era come comporre un puzzle senza conoscere però il quadro finale, ma pezzo dopo pezzo l'immagine mi si chiariva, prendeva colore e successivamente anche vita apportando con sé il vero significato del poema.  

E' stato un bel duello ed ero così felice di essere stata capace di sconfiggere atterrando, per l'ennesima volta, la mia superbia e diffidenza.

Esultavo, così tanto, per la vittoria che la mia gioia assomigliava piuttosto a quella della scimmia... quando ha appena scoperto di avere una coda.
 

Tünde · 296 visite · 2 commenti
03 Giu 2009 

Sto cominciando a dare ormai quasi per scontato che Ivano, invece di commentare i miei posts o le sue poesie mi risponda con altre. Ma questa volta mi ha spedito un sonetto talmente bello che lo custodirò gelosamente solo per me! 

A proposito di versi e ispirazioni, mentre ero immersa nei miei pensieri prima di partire e per di più trovandomi a Roma, mi era venuto in mente un bellissimo film che avevo visualizzato non appena toccato il suolo italiano. Ne capivo ben poco allora, anzi niente. Guardavo solo come correvano a destra e a manca. Ma quando il "mio" italiano ha cominciato a rendersi un po' più autonomo e a reggersi in piedi tranquillamente anche da solo, ho visto e rivisto tante volte: "In nome del popolo sovrano".
Ammetto che è uno dei miei film favoriti e non per strafottenza, ma credo sia una delle più belle pellicole italiane che abbia mai visto e preferisco rivederla piuttosto che "perdere" il mio tempo con certi film di oggi che, ahimè, non mi dicono granché: né gli attori, né le trame...

http://www.youtube.com/watch?v=8W_DoDcU1Vw&feature=related

Questa scena - vedi il link - è stata girata sulla terrazza della loggia del Borromini (recentemente restaurata), parte del palazzo Falconieri, che dal 1927 è di proprietà della Repubblica d'Ungheria.

Certo, va detto che, il film è reso estremamente piacevole e divertente dalla presenza di grandi attori italiani come: Alberto Sordi, Nino Manfredi e via dicendo.

...E come finisce lo spezzone: "La moje 'ndo sta? Con chi sta?" [...] vi mando un caloroso saluto da Budapest.

Tünde · 563 visite · 4 commenti