Pál Tünde Noémi

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Affissione degli articoli inviati in: Giugno 2009

30 Giu 2009 

Riporto queste parole che mi hanno fatto riflettere sul clima sociale che sta sperimentando l'era in cui ci troviamo a vivere; e forse da interpretare, anche, come una possibile alternativa alla morale dominante del modus vivendi e della solidarietà:

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla Terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
 
Non svelo nient'altro, anche perché nel caso qualcuno si trovi a condividerne il contenuto, sarà in primis a correre per scoprire di chi e cosa si tratti.

Tünde · 307 visite · 0 commenti
19 Giu 2009 

Ultimamente, mi è capitato di tradurre alcune poesie di un poeta ungherese contemporaneo.
Fin qua, niente di eccezionale o sensazionale, se non per il semplice fatto che quando ho letto le poesie, il primo impatto che ho avuto, è stato: "Mi sa che si tratta del solito prestigiatore letterario che oltre la sua voglia di emergere, vorrebbe lasciare stupefatta anche la platea dimostrando quanto sia all'altezza di mettere assieme parole ricercatissime esibendo a più non posso il suo vocabolario". 

Ma poi, mi sono detta che non può essere possibile che simili poesie abbiano ricevuto il nihil obstat da parte di un qualsiasi editore e le ho rilette non so quante volte, finché, quando meno me l'aspettavo, l'illuminazione mi ha teso la mano...
Mi sono resa conto che quelle parole (strane, incomprensibili, odiose, tediose), quelle metafore, comparazioni (così assurde, noiose, inadatte e spesso e volentieri contraddittorie) stavano proprio al loro posto e non potevano neppure essere sostituite con altre.
Era come comporre un puzzle senza conoscere però il quadro finale, ma pezzo dopo pezzo l'immagine mi si chiariva, prendeva colore e successivamente anche vita apportando con sé il vero significato del poema.  

E' stato un bel duello ed ero così felice di essere stata capace di sconfiggere atterrando, per l'ennesima volta, la mia superbia e diffidenza.

Esultavo, così tanto, per la vittoria che la mia gioia assomigliava piuttosto a quella della scimmia... quando ha appena scoperto di avere una coda.
 

Tünde · 355 visite · 2 commenti
03 Giu 2009 

Sto cominciando a dare ormai quasi per scontato che Ivano, invece di commentare i miei posts o le sue poesie mi risponda con altre. Ma questa volta mi ha spedito un sonetto talmente bello che lo custodirò gelosamente solo per me! 

A proposito di versi e ispirazioni, mentre ero immersa nei miei pensieri prima di partire e per di più trovandomi a Roma, mi era venuto in mente un bellissimo film che avevo visualizzato non appena toccato il suolo italiano. Ne capivo ben poco allora, anzi niente. Guardavo solo come correvano a destra e a manca. Ma quando il "mio" italiano ha cominciato a rendersi un po' più autonomo e a reggersi in piedi tranquillamente anche da solo, ho visto e rivisto tante volte: "In nome del popolo sovrano".
Ammetto che è uno dei miei film favoriti e non per strafottenza, ma credo sia una delle più belle pellicole italiane che abbia mai visto e preferisco rivederla piuttosto che "perdere" il mio tempo con certi film di oggi che, ahimè, non mi dicono granché: né gli attori, né le trame...

http://www.youtube.com/watch?v=8W_DoDcU1Vw&feature=related

Questa scena - vedi il link - è stata girata sulla terrazza della loggia del Borromini (recentemente restaurata), parte del palazzo Falconieri, che dal 1927 è di proprietà della Repubblica d'Ungheria.

Certo, va detto che, il film è reso estremamente piacevole e divertente dalla presenza di grandi attori italiani come: Alberto Sordi, Nino Manfredi e via dicendo.

...E come finisce lo spezzone: "La moje 'ndo sta? Con chi sta?" [...] vi mando un caloroso saluto da Budapest.

Tünde · 713 visite · 4 commenti