Come direbbe in questi casi il mio favorito e ingegnoso attore americano, Jack Nicholson: "Just what the world needs, another actress!", sono molto lieta di annunciare che da una decina di giorni č iniziato il GF9!
Mi trovo, dunque, nel settimo, ottavo... decimo (ho giŕ perso il conto) cielo perché si esaudisce il mio desiderio anche quest'anno, e cioč, considerato che mi piace cosě tanto, per alcuni mesi avrň la possibilitŕ d'imparare… imparare e imparare!
Eh giŕ, proprio imparare perché nella casa piů rinomata e spiata del Bel Paese si affrontano degli argomenti davvero profondi, essenziali e soprattutto vitali per risolvere problemi economici e sociali di cui il paese ha bisogno: inflazione, mutui, disoccupazione, la recessione dell’economia oppure fondi per lo sviluppo della sanitŕ e dell'istruzione...
Persino vengono discussi temi del tipo: "E' giusto rifarsi le tette e portare la sesta?", visto che č uno scoop, d’altronde č la prima volta che succede nel mondo dello spettacolo oppure "Come buttarsi nel letto di un perfetto sconosciuto dopo un solo giorno?" e in seguito meravigliarsi, (leggendo sui giornali, ascoltando le notizie in tv o parlandone al bar) come mai alcune donne vengono stuprate da individui perfettamente sconosciuti?!
Inoltre, ci viene insegnato o rammentato il bon ton, come comportarsi civilmente: urlare quando si pensa d'essere nel giusto o di avere ragione, essere volgari usando parolacce a tonnellate per affermare qualsiasi concetto o dare a esse quella utilitŕ che la comunicazione orale perde, ovvero sostituire la punteggiatura: invece di mettere il punto o la virgola, si č pregati di emettere una parolaccia, mandando il prossimo lontano, magari con l'augurio che veda qualche paese esotico.
Ci viene anche ricordato, dove il linguaggio non arriva, di non demoralizzarci perché possiamo sempre rivolgerci al paralinguaggio, ovvero menando chi ci sta di fronte pur di appoggiare la supremazia del nostro credo.
Quindi, capite che per tutti questi buoni motivi appena elencati, non posso stare alla larga sentendomi indifferente. Anzi da giorni che sono in fibrillazione, perché ritengo sia una occasione davvero unica che oltretutto capita solo una volta all'anno (!) e che non la si puň buttare fuori dalla finestra visto che č entrata trionfalmente nelle nostre case e vite attraverso i piccoli schermi: tv, computer, cellulare...
[...] La vita č un palcoscenico, come disse l'amatissimo Shakespeare e nella vita siamo giŕ costretti, volenti o nolenti, d'usare le maschere pirandelliane, ma a quanto pare oggigiorno, ovunque mi volti, sempre piů di frequente mi capita d’incontrare persone che sentono la necessitŕ di salire sul palcoscenico, quello vero, forse perché non troppo amate dai loro cari e/o dall'ambiente in cui si trovano o semplicemente non hanno ben interpretato il messaggio shakespeariano o forse non l'hanno nemmeno studiato, ma che comunque sia, hanno anche bisogno degli applausi, quelli veri e di un pubblico, quello vero, che le segua.
Ma per dare un senso alla propria vita č davvero cosě fondamentale sentirsi: al centro dell’attenzione, simpatici, belli, chic, all'avanguardia, nel perenne stato di carnevale e/o vestiti da veri alberi di natale?!
Chissŕ…
Sindicazione
Con affetto.