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Affissione degli articoli inviati in: Ottobre 2009

21 Ott 2009 

Finalmente, ci siamo. Tra qualche giorno, riprenderanno le lezioni anche nel Laboratorio del Sonetto. 
Durante l'estate, Ivanone scrisse una mail in cui ci prometteva: "Siccome le Signore si divertono... ora non ho tempo, ma al tempo delle castagne, a vetrine estive chiuse, daremo loro i versi con i quali si divertono." 
Lui non lo sa, ma le suddette Signore (che solo chi č implicato sa di chi parlo), d'allora non fanno altro, che cercare in tutte le maniere d'interpretare le lancette dell'orologio, perché non vedono l'ora!

Ma come in tutte le cose belle e perfette, qualcosa deve sempre stonare. Stavolta a metterci "le zampe" č il magister e le sue date inopportune. Perciň gli ho dedicato un sonetto fornendogli le motivazioni del mio disappunto:

26 Ottobre,... e io so' rovinata

Eh no, maremma bňna 'ndiavolata!
Cosě 'un va punto bene! E' un bordello!
Proprio all'esordio del Grande Fratello
Burroni ci fa fa' la rimpatriata.

Ma lo sa che cosě fa 'n gran macello,
'un voglio perde' manco 'na puntata...
Per me sarebbe meglio cambia' data,
perché č 'no show che stimola 'l cervello!

'un te lamenta' sicché durante l'anno
se scarseggia la nostra produzione
o 'un ti garba i sonetti che si fanno...

Ché io, pe' trova' l'ispirazione...
guarda č strano... ma sai che devo fa'?
Bisogna osservi la stupiditŕ.

Ovviamente, mi ha subito risposto per le rime. Quindi, eccovi la replica:

Programmi seri

Grande Fratello? Oh, che novitŕ!
Davanzo ce n'č poche di cazzate
che tutti i giorni ci tocca guarda'
di giorno, sera, inverno, autunno, estate...
... ma qualcosa di bňno c'č, a cerca':
'l 12 Novembre sintonizzate
su Sky Fox Crime le vostre frequenze,
inizia il serial "Il mostro di Firenze".

Forse vi chiederete, come mai Burroni citi "Il mostro di Firenze". Solo per chiudere l'ottava rima? 
La soluzione č semplice: nella menzionata serial, potrete ammirare lui in prima persona. Francesco sarŕ in veste di Mario Vanni, alias il postino (che se persevererete fedelmente, forse avrete anche la fortuna di verificare se effettivamente suonerŕ - sempre - due volte).


Tünde · 265 visite · 4 commenti
14 Ott 2009 

Come qualcuno di voi sa, ho un 'amore-odio' sviscerato per A. Schopenhauer. 
L'odio mi ha spinto a dedicargli un sonetto e l'amore mi sprona a dargli ragione... quando non riesco a contrastarlo. 

Siccome lui scrisse che la lettura del giornale sostituisce la preghiera mattutina, beh, anche se, forse, non l'avesse inteso in questo modo, stamattina ho deciso di andare alla ricerca della vecchia abitudine perduta, ma non ho affatto aperto un libro dei salmi, bensě un libro da me molto apprezzato, dove ho trovato la preghiera che cercavo: 

"Non piů dunque agli uomini mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi e di tutti i tempi. Se č permesso a deboli creature, perdute nell'immensitŕ e impercettibili al resto dell'universo, osar domandare qualcosa a te, a te che hai dato tutto, a te i cui decreti sono immutabili quanto eterni, degnati di guardar con misericordia gli errori legati alla nostra natura. Che questi errori non generino le nostre sventure. Tu non ci hai dato un cuore perché noi ci odiassimo, né delle mani perché ci strozziamo. Fa che ci aiutiamo l'un l'altro a sopportare il fardello d'una esistenza penosa e passeggera; che le piccole diversitŕ tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue insufficienti, tra tutti i nostri usi ridicoli, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre condizioni ai nostri occhi cosě diverse l'una dall'altra, e cosě eguali davanti a te; che tutte le piccole sfumature che distinguono questi atomi chiamati uomini, non siano segnale di odio e di persecuzione; che coloro i quali accendono ceri in pieno mezzogiorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole; che coloro i quali coprono la veste loro d'una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa portando un mantello di lana nera; che sia eguale adorarti in un gergo proveniente da una lingua morta, o in un gergo piů nuovo; che coloro il cui abito č tinto di rosso o di violetto, che dominano su una piccola parte d'un piccolo mucchio di fango di questo mondo e che posseggono alcuni frammenti arrotondati di un certo metallo, godano senza orgoglio di ciň che essi chiamano grandezza e ricchezza, e che gli altri guardino a costoro senza invidia; poiché tu sai che nulla vi č in queste cose vane, né che sia da invidiare né che possa inorgoglire.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Ch'essi abbiano in orrore la tirannide esercitata sugli animi, cosě come esecrano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell'industria pacifica! Se i flagelli della guerra sono inevitabili, non odiamoci perň, non laceriamoci a vicenda quando regna la pace, e impieghiamo l'istante della nostra esistenza per benedire egualmente, in mille lingue diverse, dal Siam sino alla California, la tua bontŕ che questo istante ci ha dato."

"Trattato sulla tolleranza", Voltaire

E come quasi tutte le preghiere, per me, sembrano essere utopiche, purtroppo non riesco a considerare diversamente neanche questa. Per me, sono parole formulate da un uomo dotato, almeno a parole, di una bella dose di buon senso e umiltŕ.
Ho scritto volutamente almeno a parole, perché, ahimč, non ho avuto né il piacere né la fortuna di conoscerlo personalmente. Quindi, devo fidarmi ciecamente della sua onestŕ intellettuale, di ciň che aveva vergato e di ciň che ci č stato trasmesso, malgrado riscontrassi dei passaggi le cui applicazioni io veda assai ardue e direi incompatibili con una normale vita quotidiana. 

La mia domanda e dubbio perň č: 
Chi tra voi, miei carissimi conoscenti (ricchi e poveri, religiosi e atei, creduloni e scettici, furbi e intelligenti, introversi ed estroversi, spiritosi e permalosi, vogliosi e permissivi, pedanti e superficiali), riusci(res)te a mettere in pratica queste parole? 
Se per caso, ci fosse qualcuno: alzi la mano! Inoltre l'inviterei di farsi avanti tranquillamente perché vorrei conoscerlo meglio!
Infine, mi rammarica non poter, piů, chiamare in causa, anche e soprattutto, il diretto interessato: Voltaire.


Tünde · 414 visite · 2 commenti