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04 Gen 2009 - 22:47:15
Tünde, un nome femminile ungherese


Dopo tante esitazioni mie ed esortazioni d’altri, finalmente, sono arrivata alla conclusione di aprire anch’io un blog. Inizio, dunque, presentando il significato e l’origine del mio nome al fine di renderlo visibile.

Infatti, ovunque vada nel mondo, appena mi presento a qualcuno - che non sia di madrelingua ungherese – la domanda con cui vengo "sorpresa" č sempre la stessa (comprensibilmente, poiché il nome esiste esclusivamente nella lingua ungherese): "Di dove sei?" "Che nome č Tünde, per caso č tedesco?!"

Pertanto, in queste situazioni non faccio altro che rimboccarmi le maniche e per l'ennesima volta, come un registratore, enuncio solennemente la solita risposta: "No, sono ungherese, eccome! E per di piů il mio nome č ungherese doc, anzi č frutto della fantasia di un poeta ungherese, vissuto nei primi dell‘800 che si chiama Vörösmarty Mihály e nella letteratura ungherese esiste una sua opera teatrale nella quale il poeta inventa il nome. L’opera s’intitola: "Csongor és Tünde". Csongor (un nome ungherese maschile) che nell’opera fiabesca copre il ruolo di figlio minore di un re e Tünde (che deriva dalla parola ungherese “tündér “ che significa “fata”) che nell’opera fa la parte della regina delle fate” […]

Breve presentazione dell’opera teatrale: “Csongor és Tünde”

Nella creazione del dramma fiabesco “Csongor és Tünde” (che č in cinque atti), il poeta s’ispira in parte al “Flauto magico” di Mozart e in parte al “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare.

“Csongor és Tünde” č la creazione piů originale nel campo del teatro di Vörösmarty, che deriva il suo intreccio dal cinquecentesco “Principe Argivo” di Albert Gyergyai, ma con l'introduzione di alcuni personaggi supplementari e conferendo a quelli, mutuati significati tipici e simbolici. Vörösmarty trasforma la «bella storia» del Gyergyai in un dramma filosofico.

L'intreccio consiste principalmente nella peregrinazione del principe Csongor alla ricerca di Tünde, che č una fata, vale a dire alla ricerca della felicitŕ, ma a un certo punto, al decisivo crocevia, Csongor, incontra tre personaggi: il mercante, il principe e il filosofo, che hanno ciascuno una loro propria via verso la felicitŕ che intendono insegnare a Csongor.

Tre atti piů in lŕ l'incontro si ripete al trivio, allorquando i tre personaggi tornano delusi, dopo aver esperimentato il fallimento del proprio credo: la ricchezza, la potenza, il sapere.

Questo secondo incontro avviene dopo l'apparizione di un altro personaggio: la personificazione della Notte, che in un monologo rivela una pessimistica concezione della storia che ritorna nel nulla, e poi commenta, beffarda, la decisione di Tünde di abbandonare il suo stato soprannaturale di fata per soddisfare il desiderio di un uomo mortale.

Il tessuto dell'intreccio č arricchito, la ricerca della felicitŕ č resa piů complessa dal fatto che Vörösmarty mette Balga al servizio di Csongor e al seguito di Tünde colloca Ilma.

Non si tratta di semplici contrappesi drammatici o di ancoraggi nel realismo: anche Balga e Ilma sono alla ricerca uno dell'altra e viceversa servono per rendere piů larga la gamma dei sentimenti e dei tipi umani e permettere al poeta un procedimento a contrappunto che, aggiunto alle bravure timbriche, soprattutto nelle scene dei genietti e dei diavoletti, conferisce a tutta la fiaba drammatica una stupenda musicalitŕ.

Nonostante la delusione dei tre viandanti e la filosofia pessimistica della Notte, il dramma ha lieto fine:

“Č mezzanotte, la notte č fredda e triste,Il cielo si copre di lutto. / Vieni, caro, a gioire nella notte con me, / L'unico a star desto č l'amore”.


Tünde · 877 visite · 11 commenti

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http://tundenoemipal.vieuxblog.com/Tunde-b1/Tunde-un-nome-femminile-ungherese-b1-p3.htm

Commenti

Commento di: Fabio [ Visitatore ]
Carissima, visto il tuo Brevissimo commento all'opera teatrale, ti vorrei chiedere una cortesia: potresti informarti in merito all'etimologia della parola Biscottino?...E' questione di vita o di morte, mi raccomando!! Ciao, Fabio
   05.01.09 @ 23:41:06
Commento di: Fabio [ Visitatore ]
Carissima, visto il tuo Brevissimo commento all'opera teatrale, ti vorrei chiedere una cortesia: potresti informarti in merito all'etimologia della parola Biscottino?...E' questione di vita o di morte, mi raccomando!! Ciao, Fabio
   05.01.09 @ 23:41:42
Commento di: Tünde [ Membro ]
Ma certo, mio caro, č mio onore soddisfare la tua richiesta, soprattutto vista l'importanza che ripercuote nella tua vita. :)
"Biscottino" č la forma vezzeggiativa della parola "biscotto" formata da due elementi: l'avverbio latino "bis" (che in italiano significa "due volte") e il verbo "cuocere", in participio passato: "cotto". Di conseguenza "biscotto" potrebbe venir anche tradotto come: "cotto due volte".
Saluti!
   06.01.09 @ 14:11:33
Commento di: Claudio [ Visitatore ]
Fantastico, complimenti!
   10.01.09 @ 20:05:44
Commento di: Fabrizio [ Visitatore ]
Carissima,
visto che sei cosi' brava nelle spiegazioni dei nomi...
Che significa Fabrizio?
Ma soprattutto che significa Tundra? ;-)

Ciao Tu saluta Lui

IO
   12.01.09 @ 20:45:49
Commento di: Ciro [ Visitatore ]
Bel nome! Bella storia! E bel blog. Brava!
   13.01.09 @ 11:18:56
Commento di: Tünde [ Membro ]
Per Claudio: Grazie mille dei complimenti!
Per Fabrizio: Per rispondere degnamente ti dovrň fare una lezione privata... per questa volta gratis!
Per Ciro:Grazie per i tanti aggettivi B! ...beccato anche Becchimanzi! :)
   13.01.09 @ 23:37:15
Commento di: Francesco Arus [ Visitatore ]
Chissŕ se questa volta arriva il mio commento... :-)
Bel blog... Cosě forse riuscirň a farmi anch'io un po' di cultura ungherese.

A presto

PS: Carina, la poesia "africana"...
   16.01.09 @ 19:05:21
Commento di: Tünde [ Membro ]
Grazie, ma:
- Sei tu Franz?
- Ja wohl!
   19.01.09 @ 18:26:36
Commento di: kaiszter miklos [ Visitatore ] Sito Web
ma come parlate difficile....
   28.04.09 @ 12:03:32

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